LA FONDAZIONE, FRA RICERCA E FORMAZIONE

La Fondazione prende il nome da Gianni Bonadonna, universalmente riconosciuto quale iniziatore dell’oncologia clinica concepita come disciplina medica indipendente ispirata a due principi basilari: il concetto di multidisciplinarietà e il valore della cooperazione tra specialisti.

Al di là dei formidabili risultati clinici e scientifici ottenuti, Gianni Bonadonna ha costantemente coltivato e promosso da una parte l’innovazione nella terapia dei tumori attraverso nuovi farmaci, protocolli terapeutici, nuovi approcci multimodali e, dall’altra, la formazione e la divulgazione, convinto che solo l’educazione di nuove generazioni di medici e ricercatori fosse la miglior garanzia per il futuro dell’oncologia e per il benessere dei pazienti.

Innovazione terapeutica e formazione di eccellenze medico-scientifiche sono state le direttrici del pensiero e dell’opera di Gianni Bonadonna, che la Fondazione a lui intitolata è impegnata a perseguire sotto la guida del suo Presidente, Luca Gianni.

GIANNI BONADONNA

Gianni Bonadonna (Milano, 1934-2015) si laurea in Medicina e Chirurgia nell’Università Statale di Milano nel 1959. Dopo un tirocinio al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (1961-1964) viene chiamato all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dove è stato Direttore della Divisione di Oncologia Medica e del Dipartimento della Medicina Oncologica, oltre che docente della Scuola di Ematologia dell’Università Statale di Milano. Nel 1999, con un gruppo di oncologi e collaboratori dell’Istituto Tumori di Milano, dà vita alla Fondazione Michelangelo di cui è stato Presidente fino alla fine.

Autore di oltre 550 pubblicazioni scientifiche originali, Gianni Bonadonna ha introdotto per primo in Italia la metodologia degli studi clinici controllati in oncologia medica. Fra le sue ricerche di maggior rilievo, le prime valutazioni cliniche sull’efficacia della combinazione di Adriamicina, Bleomicina, Vinblastina e Dacarbazina (ABVD) nel trattamento del linfoma di Hodgkin, disegnando nel 1972 un protocollo considerato tuttora la terapia di riferimento adottata a livello internazionale per questa malattia.

Nel 1973 ha disegnato e condotto il primo studio clinico per valutare l’efficacia della combinazione di Ciclofosfamide, Metotressate e Fluorouracile (CMF) come trattamento post e pre-operatorio adiuvante nei carcinomi mammari ad alto rischio di ripresa di malattia.

Questa associazione di farmaci CMF ha dimostrato la sua efficacia clinica consentendo di ridurre significativamente il tasso di mortalità nelle pazienti, con risultati favorevoli anche a distanza di decenni. Le sue fondamentali ricerche nella terapia del carcinoma mammario con chemioterapia adiuvante pre e post-operatoria hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico a questo tumore.

Nella sua straordinaria carriera di medico e di ricercatore, Gianni Bonadonna ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti scientifici nazionali e internazionali; è stato membro di numerose Società scientifiche internazionali, co-fondatore della Associazione Italiana di Oncologia Medica e membro dell’Editorial Board di numerose riviste scientifiche.

Gianni Bonadonna è stato non solo un grande medico ma anche un raffinato uomo di cultura. Musica e arte, storia e costumi dei popoli, filosofie e religioni: non c’è espressione del pensiero e dell’opera umani che non abbia attirato la sua attenzione e provocato il suo impegno intellettuale in maniera approfondita e sempre originale diventando un prezioso arricchimento anche per la sua attività quotidiana di medico e di ricercatore.

Questa apertura culturale senza confini è alla base della sua battaglia per una medicina più vicina al paziente, sempre consapevole della sua dignità di persona bisognosa non solo di cure efficaci ma anche di rispetto e di ascolto. Quando, nel 1995, è diventato egli stesso paziente a seguito di un grave ictus, Gianni Bonadonna si è battuto, con il coraggio indomito di chi non si arrende, perché l’Università inserisse l’Umanizzazione della medicina come un nuovo insegnamento per i futuri medici.

L’espressione più efficace di questa battaglia per un nuovo rapporto medico-paziente è così diventata, negli ultimi faticosi 20 della sua vita, la rivelazione del Gianni Bonadonna “scrittore” con una serie di opere   quali “Coraggio, ricominciamo. Tornare alla vita dopo un ictus: un medico racconta” (2005); “Dall’altra parte (2006), “ Medici Umani, Pazienti Guerrieri “(2008), Una guerra da vincere –“L’avventura di una squadra all’Istituto Nazionale dei Tumori ( efficace ),” Il tumore non è un nemico imbattibile” (2012) e “Appuntamento col Padreterno” (2014).

LUCA GIANNI

Luca Gianni è Presidente della Fondazione Gianni Bonadonna per la promozione di terapie innovative in oncologia. È membro fondatore ed è stato Presidente dal 2015 fino al dicembre 2019 della Fondazione Michelangelo, nella quale oggi presiede il Michelangelo Foundation Breast Cancer Research Committee, di cui coordina le attività di ricerca promuovendo ricerche cliniche internazionali sul carcinoma mammario.

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, la specializzazione in Medicina Interna all’Università di Milano e un periodo di formazione presso il National Cancer Institute di Bethesda, negli Stati Uniti, ha lavorato all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in stretta collaborazione con il professor Gianni Bonadonna occupandosi dello sviluppo di nuovi farmaci e di terapie innovative in Oncologia Medica. Dal 1995 si è occupato di ricerca clinica e traslazionale in donne con carcinoma mammario; dal 2011 al 2019 è stato Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica e Responsabile del Progetto di Sviluppo di Nuovi Farmaci e Terapie Innovative nei Tumori Solidi presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Nel 2011 è stato insignito del “Gianni Bonadonna Award e Fellowship” dalla American Society of Clinical Oncology.

Luca Gianni è membro di numerose società scientifiche internazionali e dell’Editorial Board di varie riviste scientifiche; ha pubblicato più di 200 articoli/recensioni in riviste specializzate ed è stato insignito di numerosi premi scientifici.

La sua attività di ricerca si concentra sull’innovazione delle terapie farmacologiche in campo oncologico, con particolare riferimento al tumore al seno per il quale il dottor Gianni ha individuato nuovi approcci clinici e terapeutici che chiariscono alcuni aspetti chiave della sensibilità a specifici farmaci antitumorali. Ha per esempio svolto un ruolo importante nello sviluppo di paclitaxel in chemioterapia primaria e adiuvante, contribuito allo sviluppo dell’anticorpo monoclonale pertuzumab nel carcinoma mammario metastatico, coordinato lo studio NOAH, su chemioterapia e trastuzumab neoadiuvanti in donne con tumore mammario localmente avanzato/infiammatorio e recettore HER2-positivo.

Luca Gianni ha inoltre disegnato e coordinato lo studio neoadiuvante Neosphere, un progetto di collaborazione tra Fondazione Michelangelo e Roche/Genentech, sull’associazione di trastuzumab e pertuzumab in fase neoadiuvante. Neosphere è stato il primo studio controllato a dimostrare che l’attività antitumorale e la percentuale di risposta completa nei carcinomi mammari HER2-positivi trattati con anticorpi monoclonali per HER2 è in gran parte dovuta a meccanismi immunitari, e che tale efficacia potrebbe essere migliorata in casi resistenti con farmaci mirati a check-point del sistema immunitario.

Nella sua attività di sviluppo di nuovi farmaci Luca Gianni ha inoltre disegnato e condotto studi di fase I e fase II con terapie anti-HER2, imatininib, mTOR-inibitori, PI3K-inibitori, anti-angiogenici, farmaci anti-MEK, agenti modulanti T-risposta cellulare, agenti antivascolari e molte altre nuove molecole e anticorpi monoclonali.